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4 dicembre 2018

Mestieri di una volta: sono quasi 733 mila le imprese in Italia

L'analisi condotta dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza e Lodi rivela un business da oltre 30 miliardi.

In Italia sono quasi 733 mila le imprese che svolgono i mestieri di una volta tra coltivatore, panettiere, pescheria e venditore di tessuti, lavandaia e sarto ricamatori ed altri settori che danno lavoro nel complesso a 862 mila addetti in Italia. Settori che, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, generano un business da oltre 30 miliardi di euro in un anno, di cui 7 miliardi in regione.

“L’agricoltura – spiega Giovanni Benedetti, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi - è strettamente legata al territorio e alle sue tradizioni. Da qui nasce la distintività che contraddistingue le nostre produzioni e che ha reso grande il Made in Italy agroalimentare nel mondo. Per stare al passo con i tempi, però, oggi è sempre più necessario che le imprese agricole imparino a coniugare il sapere e i sapori della tradizione con l’innovazione nei processi e nei canali di vendita, senza mai dimenticare la sostenibilità, la qualità e la sicurezza della filiera dal campo alla tavola”.

A dare una spinta ai lavori antichi sono i giovani e gli stranieri. Gli imprenditori under 35 impegnati negli antichi mestieri registrano una crescita del +3,9% rispetto allo scorso anno, per un totale di oltre 54.000 imprese attive in Italia di cui 7.000 in Campania, 6.672 in Sicilia, 5.686 in Puglia, seguite da Lombardia (3.688), Piemonte (3.606) e Calabria (3.488). Anche gli stranieri sono in crescita del +4,1% rispetto al 2017, per un totale di circa 6.000 imprese, concentrate principalmente in Lombardia (circa 3.000), Lazio e Campania. Le imprese artigiane rappresentano l’8,9% del totale dei lavori storici (65 mila imprese) e le imprese femminili il 7,9% del totale (58 mila imprese). Tra i principali settori per numero di attività ci sono l’agricoltura (632 mila), la produzione di pane e dolci (quasi 30 mila), commercio tradizionale con tessuti, lavanderie (20 mila), sarti (oltre 10 mila), commercianti di pesce (6.677), di tessuti (5.884) e fiori (3.739) e artigiani del legno (3.000).

Le regioni degli antichi mestieri sono la Puglia e la Sicilia entrambe con circa 80 mila imprese, e la Campania che segue con oltre 66 mila imprese. La Lombardia è settima in Italia con circa 49 mila imprese. Tra le prime 10 province italiane della “tradizione” Bari è al primo posto, con quasi 27 mila mestieri storici.

A crescere di più in un anno sono soprattutto le province del Sud: Avellino che registra una crescita del +2,9% (contro la media nazionale del -0,5%) e del +37,7% per quanto riguarda le imprese giovanili attive nei settori considerati, Reggio Calabria (+2,5%), Catanzaro (+2,3%) e Benevento (+1,9% e +50,4% i giovani).

Per quanto riguarda la Lombardia, le quasi 49 mila imprese che svolgono mestieri antichi coinvolgono circa 100 mila gli addetti, per un giro d’affari che ammonta a circa 7,3 miliardi di euro. Al primo posto Milano (8.293 imprese e 26.000 addetti), seguita da Brescia (7.964 imprese e 12.000 addetti) e Mantova (6.844 imprese e circa 8.000 addetti). In regione giovani imprenditori nei mestieri tradizionali sono 3.688, gli stranieri 2.917, le imprese femminili ammontano a 6.947 unità e una impresa su cinque è artigiana (9.782). Accanto ad agricoltori, sarti, panificatori, lavanderie e aziende di piallatura del legno, si contano in Lombardia tra gli altri oltre 800 tessitori, 700 calzolai, più di 300 ricamatori e aziende di produzione di pizzi e merletti, oltre 250 corniciai, circa 450 imprese tra orologiai e riparatori di gioielli, 226 spazzacamini, numerosi artigiani del vetro e più di 50 maniscalchi.

Elaborazione condotta dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Registro delle Imprese e database Aida - Bureau van Dijk. Articolo completo su Affaritaliani.it

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