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29 maggio 2018

Dati di Orbis mostrano un crescente rischio di inflazione

Elliott Holley

Secondo uno studio condotto utilizzando dati societari di Orbis, un aumento dei ricarichi nel settore dei servizi in USA e nei paesi OCSE potrebbe portare a un incremento dell’inflazione a medio termine.

La ricerca, pubblicata dal Centre for Economic Policy Research (CEPR), utilizzava i dati di Orbis per evidenziare “una correlazione positiva significativa” tra l’inflazione e il ricarico sui prezzi dei produttori nel relativo settore a partire dai primi anni 2000. In base a questo, si conclude, se il potere di mercato continuasse a crescere, allora “potrebbe costituire un ulteriore rischio di crescita dell’inflazione”.

Temi trattati

  • I dati mostrano un trend crescente nei ricarichi che, secondo il CEPR, combinato a una globalizzazione stagnante in seguito alla crisi finanziaria, una più forte domanda aggregata e alla minore concorrenza del mercato, potrebbero portare allo “sviluppo di pressioni inflazionistiche”.
  • Ulteriori segnali di un potenziale rialzo dell’inflazione arrivano dagli Stati Uniti, dove una costante crescita dei posti di lavoro e la bassa disoccupazione, insieme a timidi segnali di aumento dei salari e agli incentivi fiscali hanno contribuito all’ipotesi di un rialzo sostenuto dell’inflazione.
  • Il report mostra un’inversione nel trend dell’inflazione a lungo termine a livello globale che, da metà degli anni ’90, era generalmente rimasta a bassi livelli. La crescita economica globale sta aumentando, i divari tra prodotti effettivi e potenziali nelle principali economie sono pari o tendenti allo zero e nel settore dei servizi ci sono segnali sempre più concreti di una crescita del potere di mercato.
  • La raccomandazione del CEPR alle istituzioni è di resistere al “pericolo crescente dell’onda protezionista” nell’economia globale. Inoltre, si chiedono degli sforzi per adattare le normative antitrust e pro-concorrenza all’era digitale, vista la grande importanza dell’ICT nell’economia.

Il CEPR è una rete di 1.100 ricercatori distribuiti nelle università europee. È finanziato principalmente da un ente benefico europeo con sede a Londra, e pubblica ricerche periodiche sul suo portale pubblico VoxEU.org, il cui obiettivo è quello di “arricchire il dibattito sulla politica economica in Europa e oltre”.

Inflazione in arrivo?

“In ottica futura, il protrarsi dello stallo nella globalizzazione osservato a partire dalla crisi pone rischi maggiori in termini di inflazione”, scrivono gli autori del report. Se negli ultimi decenni una concorrenza più accesa sui mercati dei prodotti e del lavoro aveva contribuito alla disinflazione globale, ne consegue che una minore volontà di creare riforme strutturali (nell’ottica di potenziare la crescita globale) potrebbe favorire il ritorno dell’inflazione.

Il report completo è disponibile qui.

Elliott Holley, Content Developer

Elliott is a content developer for Bureau van Dijk. His background includes a decade of experience as a journalist, researcher, conference moderator, website creator and magazine founder on a range of financial services content.

Elliott is a content developer for Bureau van Dijk. His background includes a decade of experience as a journalist, researcher, conference moderator, website creator and magazine founder on a range of financial services content.

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